La vittoria della scuola media di Via Mazzini a Terni. E la Redazione ne ha dato conto

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Ecco l'indirizzo del video

https://www.youtube.com/watch?v=Vk0T-Mxrmb0

Nei vicoli come vento

Il video è stato concepito come ipertesto in cui le immagini, la musica e le parole interagiscono al fine di valorizzare un aspetto caratterizzante la città storica, cioè il suo movimento in vicoli, salite, discese, aperture improvvise e altrettanto repentine chiusure.

La metafora del vicolo è calzata sulla personalità dei ragazzi nell’età dell’adolescenza che il borgo medievale sembra assecondare.

L’opera è stata realizzata nel laboratorio di educazione integrata, volto a  favorire negli alunni il conseguimento dell’autostima; gli operatori e gli insegnanti hanno ritenuto opportuno indirizzare il lavoro in direzione dell’esplorazione ambientale, in particolare verso l’aspetto peculiare del centro storico di Narni, partendo dalla consapevolezza che la corretta coscienza di sé si costruisce con la conoscenza delle condizioni ambientali e fisiche nelle quali i ragazzi si trovano ad interagire e nei confronti delle quali è indispensabile che scaturisca avvaloramento e senso di appartenenza.

Il linguaggio poetico esplorato nel laboratorio di lingua italiana, ha consentito ai partecipanti di commentare con suggestioni e rappresentazioni emotive che sono state espresse con fantasia e in piena libertà creativa.

La selezione delle immagini, della musica e la produzione del video sono state effettuate nei laboratori di educazione artistica e musicale.

Nei vicoli come vento

Polvere di anni, grigia magia

che traspare da una nuvola se t’inoltri

oltre lo sporco le case la terra

e sali nell’umile acciottolato

sfogliato come un libro di soffitta

Odore di muschio intarsiato con il pane della domenica

fuoco sotto la cenere degli archi che si rincorrono

 

Vicoli curiosi tortuosi imprevedibili e malinconici

oppure ridondanti e smisurati

alla portata dei nostri sogni

dalla viuzza ritorta alla strada dissestata

alla vite che verdeggia in primavera

vicoli timidi dapprima poi intraprendenti

che si allargano in piazze inaspettate

o si stringono introversi e celati

alla portata dei nostri sogni

 

Giganti ambiziosi e volitivi si accostano alle mura

o allungano lo sguardo su una torre millenaria

archi su archi, giochi di luce muri e varchi

passaggi di tempo

 

Se sali, se sali dal Monte giungi alla luna

un occhio a mandorla stupefatto sullo splendore del castello

Attento! Puoi passare come soffio di vento

tra le movenze dei vicoli di Aspromonte

Vicolo stretto sei come la virgola su di un pensiero

come un cappello mosso dalla tramontana

dove si specchia la luna

 

Scivoli sui muschi se cammini assorto

in quelle viuzze che il sole sembra dimenticare

poi d’improvviso rimani abbagliato

il profilo di una torre medievale

sparge intorno il suo incanto

ti fermi, scruti il suo stupore

e ti riprende la voglia di vagare.

 


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